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IL “CODICE FORESTALE CAMALDOLESE”: LE RADICI STORICHE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA MONTAGNA Stampa E-mail
Il progetto “ Ricercare le radici storiche dello sviluppo sostenibile della montagna: questa la finalità del Progetto “Codice forestale camaldolese”, promosso dal Collegium convenzionato con l'INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) si propone di riscoprire il rapporto tra il monachesimo benedettino camaldolese e la foresta in tutte le sue implicazioni (spirituale, etica, tecnica, economica, sociale): si tratta di un’esperienza unica, paradigma storico di un equilibrato rapporto tra l’uomo e la montagna, che può essere declinato nella realtà di oggi come fondamento di un possibile sviluppo dell’Appennino.

Tale esperienza si è concretizzata in una serie di norme e disposizioni che hanno regolato per secoli la gestione della foresta da parte dei monaci camaldolesi e che costituiscono il cosiddetto “Codice forestale”: quelle norme e disposizioni si trovano raccolte in libri e documenti specifici, ma sono soprattutto disperse in una miriade di carte (come contratti, verbali, promemoria e corrispondenza di vario genere) che giacciono in archivi e biblioteche e attendono di essere portate alla luce e studiate.

La ricerca, originale e innovativa, prevede: la ricostruzione del “Codice forestale”, attraverso la mappatura e la ricognizione dei fondi interessati e l’esame di migliaia di documenti lungo quasi novecento anni di storia; l’organizzazione e la messa a sistema di tutto il materiale in un’apposita banca dati; lo studio e la rilettura della documentazione raccolta da parte di esperti in scienze storiche, forestali, economiche, sociali, giuridiche, ecc., in una prospettiva attenta alle implicazioni attuali, per contribuire allo sviluppo culturale e sociale delle popolazioni montane secondo i principi della sostenibilità ambientale, dell’equilibrato utilizzo delle risorse naturali territoriali e della salvaguardia delle culture locali.

“ Non si tratta di un semplice studio rivolto al passato - afferma Giancarlo Morandi - ma di utilizzare la ricerca storica per interrogarsi sul senso profondo e sulle motivazioni che stanno alla base del rapporto uomo-ambiente, assumendoli a fondamento etico per l’avvio di una politica nazionale e locale che riconosca il ruolo insostituibile svolto da operatori agricolo-forestali e artigianali residenti nella montagna italiana”.

Codice Forestale

Grazie a questo progetto, si apre finalmente la possibilità concreta di fare luce su un modello di gestione del patrimonio forestale e del territorio montano che con Camaldoli ha fatto scuola, diffondendosi dal Casentino negli altri centri camaldolesi sorti lungo l’Appennino, e che è stato colpevolmente ignorato da noi contemporanei, con conseguenze gravi e sempre più evidenti. Ed è importante che anche i giovani siano coinvolti nella riscoperta del “Codice forestale”: per questo il progetto prevede la partecipazione delle scuole con attività a carattere interdisciplinare.