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Omelia La Trinità

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Domenica 11 Giugno

Eremo di Montegiove (Fano)

Omelia - la trinità 

Gv 3, 16 - 18

La celebrazione del dogma della Trinità potrebbe sembrare celebrazione di una astrazione, lontana e inavvicinabile, estranea alla vita. Ma se facciamo attenzione ai passi della Scrittura che la liturgia ci propone oggi, vediamo che il mistero dogmatico si trasforma nel mistero del Dio che passa avanti e dentro  la vita dell’uomo, rivelando il mistero del vivere umano che affonda le sue radici originarie nel principio creatore che è relazione e legame.       

Parlare di un solo Dio in tre persone significa infatti parlare di comunione e non di solitudine. Significa parlare di un movi­mento d'amore senza inizio e senza fine, significa parlare di reciprocità e di scambio. Dio crea l’adam, l’umano, a sua immagine e somiglianza, ma l’immagine modello della creazione è quella della relazione che c’è tra il Padre, il Logos e lo Spirito.   

  

L'uomo è creato a immagine della Trinità. E la relazione è il centro es­senziale e costitutivo di Dio e dell'uomo. Da qui il peso e la patogenicità della solitudine e dell’isolamento. Al contrario dalle relazioni di amicizia e di amore sgorga la felicità di una vita che segue la sua vera vocazione, pur nella difficoltà e complessità dei rapporti e delle relazioni. «Dio ha tan­to amato il mondo da dare il suo Figlio». L’annuncio del Vangelo di Giovanni ci riconduce al legame d'a­more che fonda l’esistenza e l’esistente, ricordandoci che amare si concretizza con la forza pratica del dare.   Non si può amare senza dare, senza aprire il cuore, la mente e le mani. «Dio ha tanto amato», vale a dire Dio è amore e ama tutto, di conseguenza da tutto. Questo è il Dio del dogma trinitario che confessiamo possibile e non astratto.     

Nel Credo proclamiamo la fede in Dio, nel Figlio morto e risorto, nello Spirito, nella Chiesa. Il Vangelo di Giovanni proclama la fede nel Dio dell’amore, indicando ai cristiani la via dell’amore come unico dogma nel quale possa riconoscersi l’umanità. Perché tutti possono donare e affidarsi all’amore, come autentica sapienza della vita e della conoscenza di Dio.

Dio ha tanto amato il mondo. Non solo l'umano, ma tutto ciò che esiste è buono e amato, ed consegnato alla capacità di ognuno di custodire il mondo e la sua bellezza.   

Per questo possiamo pregare affinché la festa della Trinità e la celebrazione eucaristica siano per tutti noi manifestazione dell’abbraccio divino e programma di comunione universale.